giovedì 22 febbraio 2018

aspettando il 5 dicembre...

18 novembre 2016

Già detto come la penso*, che in estrema sintesi esprimeva sia la constatazione del pasticcio e della supponenza dei Sì come l'insopportabile retorica e assolutismo dei NO, Kompagni compresi. Ma soprattutto (perchè a quella famiglia appartengo) lo sconcerto per l'invasamento (in rari casi) o il cedimento (sempre in pochi, per fortuna) di alcuni "miei" compagni libertari sul referendum, sia nell'evidenziarne la fallacità come strumento democratico (negli ultimi 25 anni, ogni risultato non confacente al potere è stato puntualmente disatteso) sia soprattutto nel vederli impegnati su un quesito inerente a questioni totalmente estranee a noi, ossia una ristrutturazione marginale dell'assetto statale per ovviare a esigenza evidente di recupero, minimamente, di consenso, efficienza e credibilità.
Si è visto di tutto: esaltazioni della Costituzione che neanche un PD prima maniera come fosse il nostro (?) Libro Sacro; tutti diventati esperti di diritto costituzionale (!); "guerre sante" in nome della Costituzione "più bella del mondo"...di cui ogni giorno ne vediamo effettivamente traccia: diritto al lavoro, alla casa, allo studio e alla sanità effettivamente garantiti, il popolo che gode delle sue prerogative garantite da una classe politica all'altezza...come no... Non ultimo, la difesa della Costituzione per il timore dei carrarmati renziani, manco fossimo in sudamerica negli anni'50...o in Spagna nel '36, va mo là.
Ma in questi slanci retorici ultimamente si straripa: l'esaltazione del potere legislativo delle Regioni, notorio organo di federalismo libertario [sic]; il Referendum come strumento di democrazia diretta e non delega, come se invece non fosse previsto - ma to', dalla Costituzione- il rimando agli appositi organi previsti dalla legge; e last but not least, il fatto che il Sì è appoggiato da banchieri e "poteri forti", forse scordando che il NO non è che stia proponendo la Rivoluzione Sociale, ma di lasciare così com'è ora, e mi pare che oggigiorno sti banchieri e sti poteri forti imperino che è un piacere...o forse io -coglionazzo!- non mi ero accorto di vivere in una Repubblica Libertaria (o Socialista, dai) e tutte le lotte e l'impegno che quotidianamente metto era inutile, vivendo già io nel paese dei miei sogni.
Ora, tutto ciò per dire: se Renzi è un arrogante democristiano assolutamente incapace; se i sinistri istituzionali (e quelli extra e ex e post e neo....) ci sta che cerchino in ogni buttata referendaria un'occasione per rilanciarsi (un po' perchè ci credono un po' per forza perchè ormai manco il cane...); noi libertari però non facciamo a gara a chi li scimmiotta di più, non perdiamo quella che era la nostra caratteristica principale: il disincanto verso il potere e le sue manfrine.
Ma se, tutti voi compresi (sinistri, libertari, gggente comune), ugualmente ritenete che il vostro voto referendario sia fondamentale, non cadete nella peggiore propaganda, nella retorica di parte, perchè così perdete credibilità verso chi vi ascolta e vi legge, anche perchè poi verrà pure il 5, di dicembre, e allora che si fa?


* il riferimento è a queste parole del 13 ottobre
Se vince il sì non avremo i carrarmati nelle strade, se vince il no non ci sarà alcuna rivoluzione sociale. La riforma renziana è un pasticcio, ed è cialtrona quando millanta di migliorare l'assetto politico; la retorica dei no è patetica e irritante quando usa termini catastrofici nel riferirsi alla "dissoluzione", alla "dittatura" o allo "stravolgimento" della costituzione. Poi ognuno come al solito faccia quel che gli pare, tanto al netto delle solite parole che vendono, come tutte le altre volte, anche questa tornata elettorale come "importantissima e determinante", dopo non cambierà un bel niente. Come sempre. I cambiamenti non si fanno con scheda elettorale, neanche nei referendum, che sono sempre stati smentiti quando l'esito non era quello preferito dal potere. E da anarchico non trovo alcun interesse per una riforma del meccanismo della rappresentanza parlamentare. Sarà che ho sempre creduto a ciò che da più di 25 anni dico e non sono facilmente suggestionabile. Ma voi tifate pure per questo o quello, in attesa della prossima partita -ovviamente "decisiva"- in cui tifare. Nel frattempo, stateci dentro.

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