giovedì 22 febbraio 2018

Pensierino Natalizio

25 dicembre 2017

Sarebbe interessante uno studio storico-politico sulle diverse variazioni elettoralistiche in campo cd "antagonista". Intendo quindi non i vari partitini comunisti, che in quanto tali assumono come fondante e quindi legittima, l'attività politica finalizzata alle elezioni.
Intendo invece proprio quei movimenti e gruppi che dicono di muoversi "a sinistra" e in "antagonismo" al sistema politico esistente. Lasciamo anche stare le più o meno occulte connivenze pure economiche tra determinati "posti occupati" (col permesso) e la politica, tanto poi a suon di concertini ci si dimentica tutto.
Dalla Carta di Milano anni'90 e il suo "attraversamento" (?) delle istituzioni, ai vari referendum sempre "volontà popolare" e invece perennemente disattesi, alle lotte a fianco alla CGIL (!) e al blocco del "no sociale", è tutto un susseguirsi di fanfaronate retoriche, illusioni trionfalistiche e palesi sconfitte che dovrebbero perlomeno invitare alla prudenza e consigliare di occuparsi d'altro.
E invece no, ad ogni tornata ecco la novità, sia in ambito locale che nazionale. Ora, eccoci a "Potere al popolo". Basterebbe esaminare i terminali locali di queste avventure per comprendere natura, obbiettivi e risultati. Attenzione, non si discute che periodicamente si facciano ammaliare anche compagni/e bravi/e e seri/e (che continueremo a considerare compagni/e bravi/e e seri/e, ci mancherebbe!), è la prospettiva più complessiva che si cerca di inquadrare.
So bene la critica: cosa parli/parlate voi anarchici che siete pochi, non contate niente, ecc. Vero, siamo pochi. Vero, rivendichiamo il non "contare" niente, ma magari riflettiamo su cosa significhi "contare" realmente.... E certamente ogni iniziativa dell'anarchismo sociale (non quello estetico ed elitario) segue la linea dello sporcarsi le mani con la sua coerenza, dal basso, senza aiuti, a testa alta, tanto "non contare" per "non contare", almeno facciamo le cose che ci piacciono senza finzioni e senza dimenticare chi si è. Perché le urne sono una facile scappatoia per chi non ha più possibilità di incidere realmente nella società, e allora siamo tutti "uguali", anarchici e non, ma almeno sarebbe importante non rinfocolare quel meccanismo di delega che, questo sì, impedisce al "popolo" di cambiare la realtà.
Alle elezioni finto-democratiche non crede più nessuno, a parte chi le vuole utilizzare per fini suoi.
Ora, di rivoluzioni dalle urne la storia non ne ricorda mezza, ma lasciamo pure alle loro velleità chi crede così, con la sua x su un foglio, di essere soggetto attivo e protagonista, poi magari tra qualche anno potrà dire di aver conosciuto il nuovo politico emergente di un qualche schieramento sinistroide, che avrà utilizzato la sua buona fede per la sua carriera personale: quanti leaderini di oggi saranno i futuri politicanti di turno.
Ma intanto, da anarchici, noi continueremo a smascherare la truffa elettorale, a ricordarvi come un dito nell'occhio che il potere dall'interno ed organici ad esso non si cambia, e ve lo diciamo non perché illusi utopisti ma, al contrario, perché disillusi razionalisti, visto che la storia lo insegna.
Non odiateci per questo.
E ugualmente, continueremo a portare davvero un "mondo nuovo nei nostri cuori", e a perseguire questo sogno con le nostre pratiche e idee. Non ci inventiamo niente.

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