giovedì 22 febbraio 2018

L'opposizione popolare al regime di Maduro vista dall'Italia

31 luglio 2017

Buffi i kompagni vetero, post, ex di quell'area che non va nominata e che si spaccata in due, tre, quattro (10/100/1000?) rivoli ma ancora oggi fa solo danni e su questo è unitissima: in Italia basta che uno sbirro cattivo guardi di traverso un manifestante e piangono alla repressione poliziesca, in Venezuela lo sbirrume massacra centinaia di manifestanti alla fame contro un potere corrotto e autoritario e questi sono ovviamente solo fascisti servi degli ameriKani.
Lo stesso immaginario anche estetico (la barricata; il manifestante coperto vs polizia e/o esercito, ad esempio) è completamente rovesciato nell'interpretazione a proprio uso e consumo: qui momento salvifico esaltato e autoconsolatorio, là visto come neanche il peggior reazionario italico direbbe.
L'unica cosa che accomuna: la ricerca della soluzione più facile.
Ovvio che in Venezuela agiscano anche forze conservatrici e reazionarie (perchè, non è ovunque così?), nessuno lo nega, ma è sconvolgente il livello di incomprensione dei fenomeni, come se l'opposizione popolare al regime di Maduro non fosse reale e genuina e soprattutto popolare. Ma colpisce (ma neanche tanto) pure l'intolleranza tastieristica verso chi nota la palese incongruenza.
Del resto, di dittatori spietati e sanguinari esaltati come idoli ne è piena la fossa...
Da anarchico ed estraneo alle complesse e troppo avanti logiche magnifiche e progressive del marxismo-leninismo di ogni declinazione e sotto ogni copertura, io resto legato ad una semplice ed universale verità: quando un potere ammazza il suo popolo, io sto col popolo.

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